La protezione civile è un sistema che riunisce diversi Enti e Forze le quali compartecipano alle attività di:

  • Previsione;

  • Prevenzione;

  • Soccorso nell’emergenza;

  • Ripristino della normale situazione.

Fanno parte di questo sistema le seguenti strutture operative:

  • Corpo nazionale vigili del fuoco;

  • Forze armate;

  • Forze di polizia;

  • Corpo forestale ;

  • Servizi tecnici nazionali;

  • Gruppi nazionali di ricerca scientifica;

  • Strutture del servizio sanitario nazionale;

  • Croce Rossa Italiana;

  • Organizzazioni di Volontariato;

  • Corpo nazionale soccorso alpino.

L’organizzazione interna del sistema è materia assai complessa, che vede Dipartimento della Protezione Civile, Prefetture, Regioni e Province porsi alla testa del sistema a secondo della tipologia dell’evento e della porzione di territorio interessata.

All’interno di queste strutture, date le molteplici competenze che la Protezione Civile ricopre, operano svariati tecnici: sismologhi, vulcanologi, meteorologi, ingegneri, disaster manager, oltre a personale impiegatizio; esse sono le uniche persone stipendiate della struttura.

Il “braccio” della Protezione Civile è invece rappresentato dai Volontari iscritti nelle Organizzazioni riconosciute, che svolgono la propria attività in modo totalmente gratuito senza percepire alcunché.

Le organizzazioni di volontariato supportano le Istituzioni mettendosi al servizio della collettività. Essi affinano la propria professionalità e le capacità personali attraverso corsi di formazione generici o tematici ai quali partecipano periodicamente. Gli addestramenti, le esercitazioni e gli interventi in emergenza acuiscono poi la capacità di interrelazione con le altre componenti del servizio.

Le Associazioni di volontariato sono censite mediante l’iscrizione al:

  • Registro Nazionale;

  • Registro Regionale.

Il Registro Nazionale del volontariato di protezione civile è tenuto a cura della Presidenza Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Protezione Civile. In esso sono censite tutte le associazioni che per natura e qualità sono in grado di intervenire su tutto il territorio nazionale e compartecipare a missioni all’estero.

Queste associazioni sono tenute a garantire ai propri volontari una formazione specifica che consenta ad ognuno di lavorare in sicurezza e in sinergia con le forze cooperanti. Devono inoltre possedere ed essere in grado di utilizzare le attrezzature ed i mezzi adeguati alla propria operatività in emergenza ed essere autosufficienti per almeno una settimana in termini di vitto e alloggio in modo da non pesare ulteriormente sulla macchina dei soccorsi.

Il Registro Regionale, che in virtù delle vigenti leggi è tenuto a cura delle rispettive Regioni, raggruppa le organizzazioni che prestano la propria opera a livello della Regione di appartenenza e che partecipano ad attività organizzate e coordinate dal Servizio Regionale di Protezione Civile.

Scopo principale di ambedue i Registri è quello di fornire un elenco delle associazioni aggiornato annualmente attraverso una dichiarazione resa dai rispettivi presidenti. Quest’ultimo, garantisce e attesta il mantenimento di alcuni requisiti obbligatori quali: la democraticità della struttura, l’assoluta gratuità delle prestazioni, la capacità operativa.

Un’altra importante funzione consiste nel censire e inserire in un data base i mezzi, le attrezzature, le specializzazioni personali e di gruppo con lo scopo di individuare immediatamente quale associazione possieda le competenze più adatte ad affrontare l’emergenza in rapporto alla tipologia di evento.

La legislazione in materia riconosce ai volontari che partecipano ad attività debitamente riconosciute e autorizzate, siano esse di formazione, previsione, prevenzione o soccorso in emergenza, oltre che i doveri, anche alcuni diritti quali:

  • Il mantenimento del posto di lavoro;

  • Il mantenimento del trattamento economico e previdenziale da parte del datore di lavoro;

  • La copertura assicurativa.

Il mantenimento del posto di lavoro e del trattamento economico e previdenziale consiste nella possibilità di assentarsi dalle rispettive aziende per un massimo di 180 giorni nell’arco di ogni anno, in periodi non più lunghi di 90 giorni ognuno.

In questi frangenti il volontario percepirà lo stipendio come se fosse presente in azienda; gli saranno riconosciuti i ratei di trattamento di fine rapporto, ferie e contribuzioni.

Sarà poi cura del datore di lavoro richiedere il rimborso al Dipartimento della Protezione Civile per quanto corrisposto al dipendente.

L’assicurazione garantisce al volontario la copertura per infortuni che potranno accadere durante lo svolgimento dei propri compiti.

Alle organizzazioni vengono inoltre riconosciute dall’Istituzione Pubblica che le ha attivate:

  • Il reintegro delle attrezzature e dei mezzi danneggiati o perduti;

  • Le spese di viaggio e il rimborso del carburante.

Posto che le associazioni mettono a disposizione i propri mezzi e attrezzature, la legge prevede il reintegro di quanto perso o la riparazione di quanto danneggiato durante l’utilizzo in emergenza.

Le spese inerenti a spostamenti o consumi di carburanti necessarie a portare soccorso vengono allo stesso modo rimborsate. Unico neo del sistema attuale è che, se è previsto il rimborso, non è contemplato alcun anticipo; la conseguenza è che per poter partecipare ad una emergenza occorre anticiparne le spese.

Questo significa che ogni associazione, al fine di non dover chiedere soldi al volontario, deve preservare un fondo cassa destinato all’anticipo di tali spese per le emergenze.

Le Organizzazioni di Volontariato si dividono in:

  • Gruppi Comunali;

  • Associazioni di protezione civile.

Questi due modi di essere organizzazione di protezione civile racchiude delle differenze sostanziali.

Il gruppo comunale nasce in adempimento agli obblighi di legge su iniziativa dell’Amministrazione, che provvede a fornire quanto occorre per rendere operativa l’organizzazione. L’ambito di intervento di questo gruppo è il territorio comunale.

Le Associazioni nascono spontaneamente per iniziativa di alcune persone e possono, una volta iscritti nei registri regionali e quindi ufficialmente riconosciuti, stipulare convenzioni tramite le quali garantiscono ai Comuni il servizio di protezione civile in cambio di sovvenzioni che spesso si traducono nel comodato della sede e in un rimborso delle spese fisse per la stessa. Pertanto le attrezzature devono essere acquisite mediante finanziamenti pubblici e/o autofinanziamento.

La scelta di essere e rimanere associazione deriva dalla convinzione che, per poter prestare la propria opera ove più necessita, senza incorrere in limitazioni meramente territoriali, sia necessario mantenere la maggior autonomia possibile, pur nel rispetto delle proprie e altrui competenze.

 

La Prociv Arci Assemini, riconosciuta e censita dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Presidenza Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile, allarga il proprio ambito di intervento a livello internazionale a seguito della chiamata che può essere effettuata da ognuno dei diversi Enti sopra menzionati.

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